09:00 – 18:00

Dal Lunedì al Venerdì

V.le dell’ Artigianato 4

36031 Povolaro di Dueville Vicenza

La storia del vetro

Il vetro che noi conosciamo ed utilizziamo ha origini lontane…secondo un racconto di Plinio, il vetro fu scoperto accidentalmente da alcuni mercanti fenici che, intorno al 5000 A.C., sbarcati presso il fiume Belo in Siria, accesero un fuoco da campo ed usarono per appoggiare le loro pentole dei blocchi di nitrato prelevati dal carico che trasportavano.

Natron

“…il natron fondendosi per l’ardore del fuoco e mischiandosi con la sabbia della spiaggia, si vide un nuovo liquido trasparente formato da questo miscuglio…”

La leggenda della scoperta del vetro

I primi reperti di pasta vitrea sembrano risalire al IV millennio A.C. e si presentano quasi totalmente privi della caratteristica che farà poi la fortuna di questo materiale: la trasparenza. Il vetro degli antichi infatti si chiama “vetrina”, una sostanza composta dagli stessi elementi base, ma dall’aspetto opaco, quasi sempre colorata, venne utilizzata durante il III millennio in Mesopotamia, per “l’invetriatura”, procedimento attraverso il quale gli oggetti di uso comune (vasi e stoviglie) venivano ricoperti e quindi impreziositi e preservati dall’usura.

Al I millennio A.C. risale invece il primo trattato sulla tecnica del vetro. Realizzato su tavolette con scritte a caratteri cuneiformi, illustrava i metodi di fabbricazione e testimonia il grande livello produttivo ottenuto nelle officine di quel tempo.

In Palestina venne scoperta, attorno al I secolo A.C., la soffiatura, tecnica che consentiva lavorazioni più raffinate e complesse. I romani contribuirono molto allo sviluppo dell’industria vetraria. Intorno al 100 A.C. misero a punto la produzione per soffiaggio dentro stampi aumentando enormemente la possibile gamma dei manufatti, tra cui le bottiglie dalle forme geometriche, dette appunto “romane” che diventeranno modello per i successivi contenitori di vetro.
Durante l’impero romano il vetro conobbe un periodo di grande diffusione che culminò con una produzione di raffinatissima qualità. Perfino i soldati dell’imperatore Augusto mandati a rinforzare i vasti confini, utilizzavano oggetti di vetro. ln questo periodo il vetro divenne inoltre elemento dell’architettura; lo si trova nelle finestre ed orna palazzi: Plinio parlava delle “volte di vetro” delle terme di Agrippina e l’ebreo Filone raccontava delle preziose finestre vetrate dell’imperatore Caligola. Il vetro alimentò fiorenti commerci, e Cicerone scrisse «…ben povero si deve considerare chi non possiede una casa tappezzata con placche di vetro».

Con la caduta dell’impero romano, il baricentro della cultura tornò a spostarsi in Oriente. Tra il 500 e 600 D.C. venne inventato un nuovo procedimento per fare il vetro piano, per soffiaggio di una sfera e suo successivo allargamento per rotazione in forno. In Egitto vennero sviluppate le tecniche romane e sperimentata la doratura, mentre in Mesopotamia, attorno al 1000 D.C., si sviluppò una scuola di particolare raffinatezza che si distinse per i vetri incisi. Due secoli più tardi vennero realizzati due trattati, quello di Eraclio e la “Schedula diversarum artium” che codificarono le tecniche fino ad allora elaborate. La diffusione delle tecniche vetrarie interessò quindi tutta Europa, valenti artigiani erano presenti fra i Franchi e i Germani, come in Inghilterra e in Russia.

Il primato dell’industria vetraria passò poi a Venezia, dove già attorno al X secolo esistevano alcune vetrerie. Poiché la presenza dei forni era spesso causa di incendi, un decreto del Maggior Consiglio del 1291 li concentrò sull’isoletta di Murano. Questa concentrazione aveva anche lo scopo di facilitare un’opera di rigida sorveglianza per evitare che i segreti dell’arte vetraria potessero essere esportati.

Un operaio che si fosse recato al’estero era passibile di gravi pene, ordine di rientro, arresto dei familiari e «…se malgrado la prigionia delli suoi parenti, egli si ostina a voler dimorare all’estero, si incaricherà qualche bravo ad ucciderlo…».

Si sviluppò così un’industria che fece per secoli di Murano il sinonimo di arte vetraria, tanto da essere presa ad esempio dal Filarete nel suo trattato “De Architettura”. A Murano venne creato il famoso “cristallo veneziano”, diverso dal vero cristallo che sarà successivamente prodotto in Boemia, ma comunque prezioso per la notevole limpidità e leggerezza.

Nel 1200 altro importante avvenimento nella tecnologia del vetro: invenzione del procedimento di fabbricazione del vetro piano per soffiaggio di cilindri. Per azione simultanea del soffiaggio e della forza centrifuga, ottenuta dondolando la canna, si formava un cilindro cavo: diame tro fino a 45 cm, lunghezza fino a 3 m.

Il cilindro tagliato veniva poi messo in un forno di ricottura e lasciato stendere (in francese étendre, da cui il nome etenderie, dato ancora oggi ai forni di ricottura).

Invetriata
Soffiatura
bg_default
Murano
Vetro colato
Top